Guyana, da qualche parte vicino al confine - 2023
"Respira. Respira, prima di mettere il sacchetto in testa.
I cani lo sentono. Li hanno addestrati apposta.
Non lo so come cazzo fanno, ma lo fanno. E' la seconda volta che ci provo.
Ma questa volta passo."
Gabriel le sorride, con gli occhi pieni di speranza. Questa è la volta buona. Glielo si legge in faccia, un ottimismo al limite dell'idiozia. Le frontiere sono battute da miriadi di soldati. Vogliono che ognuno rimanga nel suo stato. Che chi viene da Guyana, torni in Guyana. O che vada in galera. Hanno paura che qualche facinoroso riesca a sfuggirgli, passando proprio sotto i loro nasi. E allora hanno allineato i loro furgoni, lucidato le scarpe e caricato i fucili.
Ne sa qualcosa Alma. Ne sa qualcosa il corpo di suo fratello, abbandonato in mezzo alle sterpaglie.
"A proposito, non dovevate essere in due?"
Il senso di colpa la divora e non la fa parlare. Lascia le parole a Gabriel e al suo sorriso storto, alla sua aria da inguaribile romantico. Lei si limita a scuotere il capo e a costringere i muscoli in un'espressione che quasi le fa male. Tiene i denti così stretti che teme di non riuscire più a riaprire la bocca. Il senso di colpa è come una miriade di tarli che le scavano dentro: alcuni si nascondono nel cervello, convincendolo che l'immagine di Andre a terra sia la migliore da farle vedere quando chiude gli occhi; altri nel cuore, dove banchettano con un rimorso che corrode ogni fibra dell'essere; altri fanno la tana nello stomaco, dove germoglia la certezza che, in fondo, si meritava di fare la stessa fine.
Non c'è più tempo per pensare però. O forse ce ne è anche troppo. Gabriel le fa cenno di fare silenzio, come se non ne avesse fatto abbastanza. Le sorride di nuovo, inspira a pieni polmoni e mette il sacchetto sulla testa. Alma lo imita e il furgone si ferma. Si sentono voci fuori, tante voci, che si mischiano ai latrati infernali di cani sovreccitati come i loro padroni, pronti a scovare clandestini.
Sembrano passare ore. Gabriel le tiene la mano e la stringe forte, come per farle capire che è ancora lì, che è vivo. Le stringe la mano e lei sente che sta per succedere. Che il suo potere a breve si attiverà e la farà finire fuori dal camion, contro l'asfalto tra le ruote.
Poi, il camion riparte. I latrati si fanno lontani, così come le parole dei loro padroni. Il motore riempie le orecchie e scaccia per alcuni istanti il volto di Andre dalla testa di Alma che affiora dal sacchetto. Gabriel le sorride.
"Te l'ho detto che questa volta ce la faccio."