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mercoledì 14 marzo 2018

"No emotion, that's what business is"


"Lord have mercy on the witnesses."







Philadelphia, New York - Freaks' Kingdom 2027



Parla sicura, lì davanti a Kendra. Occupa tutti i suoi centimetri, rimanendo dritta davanti alla mutante, priva di dubbi.


"Sei già morta una volta. Sii pronta a farlo infinite volte."

Lo dice, come una condanna. Come se fosse l'unica cosa reale. Morire e rinascere, come una fenice. Cadere, rialzarsi e ripetere tutto da capo. Mentre guarda Kendra, ha la voce ferma, distorta dal voice scrambler, ma senza sbavature. E' convinta di ciò che dice. Sa che ciò che fa è giusto. Che ciò che dice è vero. Si arroga il diritto di quella consapevolezza, senza tentennamenti. 


Philadelphia, New York - Hopefield Sanatorium 2027

Quando si stringe a Vadir lo fa con rabbia. Il nuovo potere segue i moti del cuore e quando si lascia andare si ritrova a far scorrere sulla sua pelle carezze elettriche che si trasformano in graffi profondi. Si tuffa sulle sue labbra come un assetato, ripercorrendo le cicatrici che si porta sulla schiena come un cieco. Fuori piove e la realtà, almeno per quei pochi momenti, diventa un rumore di fondo. Lontano, distante. Dentro quella stanza piena di respiri, in quel letto caldo, Alma scivola in un sonno profondo. Lo sa che non ha molte ore per dormire. Il fisico cede facilmente, ma il cervello non sembra volerle dare pace. Ha ancora la comunicazione di Anja incastrata nei timpani. Wrecker è stato arrestato. E' crollato sotto i colpi della Force ed è stato portato via. Alma lo sa che queste sono le regole del gioco. Lo sa bene. Ma lo stomaco sembra volerglielo ricordare ogni volta che mangia. Pensa alla possibilità di perdere Victor. Pensa a quello che le ha detto tra i corridoi. Pensa a Vadir in manette, ad Inger e Vladislav in lacrime. Il cuore perde un colpo.


Philadelphia, New York - Ghost road 2027

"Visto che ti piaccio, se io crepassi, tu ne soffriresti almeno un po', giusto?"

Quando cade addosso a William, si sente come un animale braccato. Ha ancora impresso il loro ultimo incontro nella retina. E come sempre, vorrebbe scappare. Mentre passeggiano per la Ghost road Alma conta le crepe. Le segue come se fossero fiumi su un territorio roccioso distante chilometri, da cui sorgono alberi immensi, selvatici ed indomabili. Sapeva che ad un certo punto sarebbero arrivate le domande. Ma quando succede, non è pronta. Sulla mano corrono fulmini sottili, che si rincorrono arrotolandosi sulle dita per nascondersi sotto l'epidermide, nella manifestazione di un nuovo potere che ancora non sa controllare. 

"Se non condividi il tuo peso finirai per esserne schiacciata, lo sai vero?"

Lo sa, ed è per questo che s'abbandona a quel bacio.



martedì 6 marzo 2018

And if you're still breathing, you're the lucky ones.


'Cause most of us are heaving through corrupted lungs.


Philadelphia, New York - Freaks' Kingdom 2027

I rumori del Freaks le regalano sonni agitati.
Si è aggrappata a Vadir come ci si aggrappa agli scogli per liberarsi dall'abbraccio del mare.
Lo stomaco le si è accartocciato sotto il peso della vodka. Tra le palpebre ha impigliata l'immagine di William e dei tentacoli neri che gli si avvolgono intorno alle braccia. Il suo sorriso, quello di Eugenie ed i suoi occhi famelici le corrono sulla retina senza darle pace. Ha represso troppe cose, spingendole a forza giù per la gola, comprimendole nello spazio esiguo tra le costole, nelle fessure tra gli organi. L'espressione terrorizzata della figlia di Nemex, le suppliche al telefono di John. Tutto il suo amore per la moglie. La notizia dell'esplosione al porto, Genosha che le ricorda dei bambini. Come se non lo sapesse, come se non avesse già abbastanza sensi di colpa da portarsi addosso. 


"Stiamo facendo la cosa giusta"


Lo sa. Lo sa bene, mentre sistema le cariche. Lo sa bene, ma continua a sentirsi la gola stretta in un nodo. Si chiede se Inara e Mare abbiano trovato una formula magica per portare avanti tutto, senza gravare su vite innocenti. Si chiede come facesse Inara a portarsi tutto quel peso sulle spalle, come una divinità dalla forza infinita. Lei non la sente, tutta quella forza. Cerca di convincersi di averla, ma la verità è che ha gli occhi sempre più stanchi. Che è costretta a prendere decisioni più grandi di lei e quando Victor e Vadir la rassicurano, si sente l'amaro in bocca di una consolazione troppo magra. 


Guyana, Matoury - Paradise 2020 


"Prendiamo un aereo e andiamocene." Andre è magro e guarda il cielo.
Gli aerei volano su Matoury planando dolcemente verso le piste di atterraggio in lontananza.
"Si, lo rubiamo. Tu vai eh, io ti raggiungo. Stai un attimo fermo." Sorride Alma, mentre cerca di richiudergli un taglio su un braccio con uno degli ultimi cerotti della scatola. 
"No dico sul serio." Insiste, quel ragazzino dagli occhi chiari e la pelle scura.
Poco lontano da loro, appesa sulla parete frontale della baracca di lamiera che chiamano casa, c'è appeso un cartello storto. "Paradise". Sono poche lettere, rosse e tremolanti.
Il giorno in cui Andre è arrivato, ha deciso di dare un nome a quelle quattro pareti. Gli ha regalato una nuova vita.
"Le anime vanno in paradiso, no?" Forse è proprio per quella battuta che Alma ha accettato quella parentela fasulla, rendendola reale. Babet ha sfamato entrambi, come se ci fossero sempre stati. Li ha curati ed accuditi. La prima volta che il gene mutante di Alma si è attivato, Babet l'ha calmata. L'ha fatta respirare di nuovo e le ha fatto ritrovare la consistenza della sua pelle sotto i polpastrelli, nel caldo afoso di un pomeriggio.
Quando è stato quello di Andre a risvegliarsi, Babet era lontana e c'erano solo fucili a calmarlo, fermandogli il respiro.


Philadelphia, New York - Freaks' Kingdom 2027


Quando si sveglia lo fa di soprassalto. Si sveglia prima dei bambini, con la prima luce del giorno che s'intrufola tra le tende del caravan. Si sveglia prima di Vadir che la tiene bloccata nel letto. Ha la gola secca, ma non vuole muoversi. Rimane lì, rinchiusa in quell'abbraccio, immobile come una preda finita in trappola. Lo guarda in silenzio, fino ad addormentarsi di nuovo.

lunedì 5 marzo 2018

I said to the sun "tell me about the big bang".

The sun said "It hurts to become"


Zoe Taylor.
Emma Storm.
Alma Vidar.
Valentine...

Il documento falso è nuovo e lucido e riporta dati non suoi. Il suo vecchio documento è rovinato. E riporta dati non suoi, ma che ha deciso di rendere reali. Zoe Taylor vuole andare a vivere in California. Vuole sdraiarsi su una spiaggia a prendere il sole, bere, ridere, innamorarsi. Zoe Taylor ha una vita piena di musica, di sorrisi. Forse ha anche un figlio. O lo avrà, quando avrà finito di studiare. Zoe Taylor ha tutto quello che si può desiderare. Una famiglia perfetta, da copertina.
Guarda quel documento lucido e nuovo, con lo stomaco stretto e si ricorda di non essere neanche Alma Vidar. Forse, non è neanche Valentine.

Zoe Taylor ha i capelli biondi, spettinati, selvaggi. Lei quelli di chi non dorme e se lo fa si risveglia in un bagno di sudore, dopo aver preso a pugni il cuscino. Zoe Taylor dorme sonni tranquilli. Alma Vidar non dorme da anni. Ripensa a William che le dice che le piace. E pensa che per lui sarebbe stata perfetta, Zoe. Che lei, al contrario, ha il ventre arido ed il cuore troppo rotto. Che ha spalle troppo fragili e palpebre troppo pesanti. Che ha la pelle troppo bianca ed i capelli troppo corti. Si chiede come sarebbe stata Valentine, cresciuta nella Guyana francese da due amorevoli genitori, se solo si fossero degnati di sopravvivere. Se non avesse mai scoperto i suoi poteri. Se non avesse mai conosciuto Andre, Babet, Reina, Cheyenne, Salvadòr. Se non avesse mai conosciuto Inara, Heldrich, Mare, Victor, Wrecker, Routh, Anja, Kane. Vadir. Tutti quei nomi richiedono un respiro più grosso, più grande di quelli che il suo petto può contenere.

Zoe Taylor ha una vita perfetta, ma non ha volti da ricordare.

domenica 18 febbraio 2018

Gli astri più luminosi sono affanni e sofferenze.

Philadelphia, New York - Hopefield Sanatorium, 2027


Quella che sogna Alma è un'apocalisse silenziosa.
E' sera e se ne sta in cima ad uno dei pochi palazzi ancora in piedi.
Tutti gli altri le crollano intorno. Più in là, in mezzo alla strada, c'è William.
Lo vede benissimo, con i suoi occhi di brace e le sue dita d'ombra.

Alma si sveglia di soprassalto e si ricorda che Inara se ne è andata.
Heldrich.
Mare.

Persino Routh.
Il petto le fa male ed ha la gola secca.
Pensa sempre meno ai volti che ha perso. Ad Andre.
Lui ha contorni sempre meno chiari. La memoria sta facendo il suo lavoro: gli sfuma i bordi, lo rende sorridente in quei pochi ricordi rimasti. Sta rimanendo solo il bello di Andre. Quello che ti fa guardare indietro con meno amaro in bocca. Anche il suo vero nome sta sfumando nella memoria. Valentine. Il volto di sua madre non lo ricorda, ma ogni tanto sogna ancora le sue labbra che si modellano su quel nome. Poi, sono le rughe di Babet, le sue mani nodose che ricuciono tagli e rimettono a posto ossa. Il cognome, come ogni trovatello, non lo ha mai avuto. Non hanno neanche fatto in tempo a registrarla. L'attestato della sua nascita è rimasto un foglietto di carta ingiallito, perso nei raccoglitori dell'ospedale, vicino a quello della sua presunta morte insieme ai suoi genitori.

Se chiude di nuovo gli occhi Alma vede le sue mani sporche di sangue. Ne sente in bocca il sapore, ne sente l'odore. Se chiude gli occhi Alma sogna di morire. E le sembra quasi di potersi liberare di quel peso enorme che le opprime il cuore.

Ma quando li riapre, quando si ricorda di aver scelto di essere Alma e non Valentine, quando non ritrova il sole della Guyana ma i muri freddi della base, quando ricorda ogni volto che ha perso, ogni volto per cui continua a lottare, si ricorda che Valentine è già morta.
Ma Alma non può permettersi di morire.