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martedì 1 maggio 2018
Sei chicchi
"Scopate?"
"E' più complicato di così"
"La ami?"
Guarda Wrecker in silenzio e solo in quel momento lo vede più umano di quello che ha sempre creduto. Va oltre la maschera, oltre la pelle di metallo e vede un cuore pulsante.
Si ritrova a ripensarci parecchi giorni dopo, quando ritrova il volto di Vadir nella penombra della sua stanza. Avrebbe potuto superarla con facilità quella porta. Si sarebbe potuta infiltrare come uno spiffero d'aria. Eppure ha aspettato che fosse lui a darle il via libera. Ha aspettato pazientemente che la lasciasse avvicinare, che si togliesse la maschera. Che le facesse vedere cos'era rimasto del suo volto, sotto tutta quella plastica colorata. Quando ha acceso la luce, si è ritrovata davanti un cadavere. Addosso aveva una pupilla bianca. Quando l'ha sfiorato, le ha toccato qualcosa che neanche pensava d'avere: l'anima. E bruciava, terribilmente. Si è ritrovata ad accoglierlo in un abbraccio soffocante, a baciarlo come se fosse l'ultima volta, tra i suoi infiniti "grazie".
Quando esce fuori dal Nest lo fa dopo la pioggia, per riempirsi i polmoni di aria gelida e di fumo. Si siede con le gambe a penzoloni verso il vuoto, appoggiandosi sempre alla cornice della stessa finestra. Aspetta Wade, per fumare in compagnia, in silenzio. E in quel silenzio si ritrova a parlare. Wade lo sa che non ha il permesso per il suo cranio, ma in quelle poche occasioni gli lascia la libertà di spolverarle la superficie del cervello. Parlano, rimanendo con le labbra sigillate. E tra tutte le parole che le galleggiano negli occhi, Wade ne trova due, semplici. Così semplici da crearle una voragine nel petto.
"Lo ami?"
lunedì 2 aprile 2018
Sinking stone
"Facciamo che io scappo e tu provi a prendermi?"
Quello che faceva con Andre era un gioco innocente. Bastava toccarlo: si correva un po', poi appena la mano di Alma gli toccava la spalla, Andre alzava le mani e si metteva a ridere, col fiatone che gli spezzava le gambe e gli appesantiva il petto. Un gioco, come un altro. Il gioco più vecchio ed innocuo del mondo. Niente catene, niente prigione.
-
Prima hanno preso Wrecker. Quando l'ha rivisto, dopo i pochi ed infiniti giorni di sandman, Alma non ha potuto non provare rabbia. Nell'immaginario di Alma, Wrecker è indistruttibile. Era già di metallo prima che lo diventasse davvero, ricoprendosi di ferro. Eppure, quando l'ha trovato addormentato, accerchiato da bottiglie di birra vuote, quando l'ha sentito biascicare, è stato come ricevere l'ennesimo pugno nello stomaco.
Poi, hanno preso Anja e Victor. Quando è tornata alla base, quando ne ha ritrovato i muri, l'immagine di entrambi in manette è riuscita a spezzarle le gambe, facendola accasciare a terra.
"Non è colpa tua. Ognuno deve badare a se stesso."
E per quanto Vadir cerchi di farla alzare, il peso di quegli arresti le grava sulle spalle e la costringe contro il pavimento. Respira a fatica. Anche quando finalmente riesce a raggiungere il letto, non sembra intenzionata a smuoversi più di tanto. Gli racconta di Andre. Accenna alla Guyana per la prima volta da quando è arrivata a Philadelphia, diversi anni fa.
"Pensi che gli sarebbe piaciuta, l'America?"
Ad Andre sarebbero piaciute le strade immense, i palazzi che si allungano fino al cielo, le confezioni enormi di pop corn al cinema. Gli sarebbe piaciuto tutto quello spazio infinito, pregno di una vita a tratti feroce, coloratissima.
Quando, finalmente, crolla addormentata contro Vadir, dopo avergli strappato un abbraccio abbastanza profondo da annegarci dentro, affonda nel mare che l'altro sognava di attraversare.
mercoledì 14 marzo 2018
"No emotion, that's what business is"
"Lord have mercy on the witnesses."
Philadelphia, New York - Freaks' Kingdom 2027
Parla sicura, lì davanti a Kendra. Occupa tutti i suoi centimetri, rimanendo dritta davanti alla mutante, priva di dubbi.
"Sei già morta una volta. Sii pronta a farlo infinite volte."
Lo dice, come una condanna. Come se fosse l'unica cosa reale. Morire e rinascere, come una fenice. Cadere, rialzarsi e ripetere tutto da capo. Mentre guarda Kendra, ha la voce ferma, distorta dal voice scrambler, ma senza sbavature. E' convinta di ciò che dice. Sa che ciò che fa è giusto. Che ciò che dice è vero. Si arroga il diritto di quella consapevolezza, senza tentennamenti.
Philadelphia, New York - Hopefield Sanatorium 2027
Quando si stringe a Vadir lo fa con rabbia. Il nuovo potere segue i moti del cuore e quando si lascia andare si ritrova a far scorrere sulla sua pelle carezze elettriche che si trasformano in graffi profondi. Si tuffa sulle sue labbra come un assetato, ripercorrendo le cicatrici che si porta sulla schiena come un cieco. Fuori piove e la realtà, almeno per quei pochi momenti, diventa un rumore di fondo. Lontano, distante. Dentro quella stanza piena di respiri, in quel letto caldo, Alma scivola in un sonno profondo. Lo sa che non ha molte ore per dormire. Il fisico cede facilmente, ma il cervello non sembra volerle dare pace. Ha ancora la comunicazione di Anja incastrata nei timpani. Wrecker è stato arrestato. E' crollato sotto i colpi della Force ed è stato portato via. Alma lo sa che queste sono le regole del gioco. Lo sa bene. Ma lo stomaco sembra volerglielo ricordare ogni volta che mangia. Pensa alla possibilità di perdere Victor. Pensa a quello che le ha detto tra i corridoi. Pensa a Vadir in manette, ad Inger e Vladislav in lacrime. Il cuore perde un colpo.
Philadelphia, New York - Ghost road 2027
"Visto che ti piaccio, se io crepassi, tu ne soffriresti almeno un po', giusto?"
Quando cade addosso a William, si sente come un animale braccato. Ha ancora impresso il loro ultimo incontro nella retina. E come sempre, vorrebbe scappare. Mentre passeggiano per la Ghost road Alma conta le crepe. Le segue come se fossero fiumi su un territorio roccioso distante chilometri, da cui sorgono alberi immensi, selvatici ed indomabili. Sapeva che ad un certo punto sarebbero arrivate le domande. Ma quando succede, non è pronta. Sulla mano corrono fulmini sottili, che si rincorrono arrotolandosi sulle dita per nascondersi sotto l'epidermide, nella manifestazione di un nuovo potere che ancora non sa controllare.
"Se non condividi il tuo peso finirai per esserne schiacciata, lo sai vero?"
Lo sa, ed è per questo che s'abbandona a quel bacio.
lunedì 5 marzo 2018
I said to the sun "tell me about the big bang".
The sun said "It hurts to become"
Zoe Taylor.
Emma Storm.
Alma Vidar.
Valentine...
Il documento falso è nuovo e lucido e riporta dati non suoi. Il suo vecchio documento è rovinato. E riporta dati non suoi, ma che ha deciso di rendere reali. Zoe Taylor vuole andare a vivere in California. Vuole sdraiarsi su una spiaggia a prendere il sole, bere, ridere, innamorarsi. Zoe Taylor ha una vita piena di musica, di sorrisi. Forse ha anche un figlio. O lo avrà, quando avrà finito di studiare. Zoe Taylor ha tutto quello che si può desiderare. Una famiglia perfetta, da copertina.
Guarda quel documento lucido e nuovo, con lo stomaco stretto e si ricorda di non essere neanche Alma Vidar. Forse, non è neanche Valentine.
Zoe Taylor ha i capelli biondi, spettinati, selvaggi. Lei quelli di chi non dorme e se lo fa si risveglia in un bagno di sudore, dopo aver preso a pugni il cuscino. Zoe Taylor dorme sonni tranquilli. Alma Vidar non dorme da anni. Ripensa a William che le dice che le piace. E pensa che per lui sarebbe stata perfetta, Zoe. Che lei, al contrario, ha il ventre arido ed il cuore troppo rotto. Che ha spalle troppo fragili e palpebre troppo pesanti. Che ha la pelle troppo bianca ed i capelli troppo corti. Si chiede come sarebbe stata Valentine, cresciuta nella Guyana francese da due amorevoli genitori, se solo si fossero degnati di sopravvivere. Se non avesse mai scoperto i suoi poteri. Se non avesse mai conosciuto Andre, Babet, Reina, Cheyenne, Salvadòr. Se non avesse mai conosciuto Inara, Heldrich, Mare, Victor, Wrecker, Routh, Anja, Kane. Vadir. Tutti quei nomi richiedono un respiro più grosso, più grande di quelli che il suo petto può contenere.
Zoe Taylor ha una vita perfetta, ma non ha volti da ricordare.
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