"Facciamo che io scappo e tu provi a prendermi?"
Quello che faceva con Andre era un gioco innocente. Bastava toccarlo: si correva un po', poi appena la mano di Alma gli toccava la spalla, Andre alzava le mani e si metteva a ridere, col fiatone che gli spezzava le gambe e gli appesantiva il petto. Un gioco, come un altro. Il gioco più vecchio ed innocuo del mondo. Niente catene, niente prigione.
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Prima hanno preso Wrecker. Quando l'ha rivisto, dopo i pochi ed infiniti giorni di sandman, Alma non ha potuto non provare rabbia. Nell'immaginario di Alma, Wrecker è indistruttibile. Era già di metallo prima che lo diventasse davvero, ricoprendosi di ferro. Eppure, quando l'ha trovato addormentato, accerchiato da bottiglie di birra vuote, quando l'ha sentito biascicare, è stato come ricevere l'ennesimo pugno nello stomaco.
Poi, hanno preso Anja e Victor. Quando è tornata alla base, quando ne ha ritrovato i muri, l'immagine di entrambi in manette è riuscita a spezzarle le gambe, facendola accasciare a terra.
"Non è colpa tua. Ognuno deve badare a se stesso."
E per quanto Vadir cerchi di farla alzare, il peso di quegli arresti le grava sulle spalle e la costringe contro il pavimento. Respira a fatica. Anche quando finalmente riesce a raggiungere il letto, non sembra intenzionata a smuoversi più di tanto. Gli racconta di Andre. Accenna alla Guyana per la prima volta da quando è arrivata a Philadelphia, diversi anni fa.
"Pensi che gli sarebbe piaciuta, l'America?"
Ad Andre sarebbero piaciute le strade immense, i palazzi che si allungano fino al cielo, le confezioni enormi di pop corn al cinema. Gli sarebbe piaciuto tutto quello spazio infinito, pregno di una vita a tratti feroce, coloratissima.
Quando, finalmente, crolla addormentata contro Vadir, dopo avergli strappato un abbraccio abbastanza profondo da annegarci dentro, affonda nel mare che l'altro sognava di attraversare.